La testimonianza di un nuovo socio del Genova 1913
Nonostante il mio scarso impegno sociale nel Genova e la mia pochissima visibilità durante gli appuntamenti rivolti nel corso dell’anno a tutti i soci, vorrei qui raccontare brevemente cosa è stato per me quest’anno di militanza nella squadra, non per cercare inopportuni alibi alle mie frequenti mancanze (pur dovute spesso agli impegni di studio e di altre attività), ma per riguardare ad un anno che, partito da una circostanza così fragile e imprevista, mi ha regalato molto, in diversi ambiti.
Come ho deciso di accettare la proposta di iscrizione di quest’anno?
Una domenica di ormai un anno fa (ottobre 2010), facendo poco più di una pedalata turistica, lungo il naviglio di Milano all’altezza di Gaggiano, con indosso la vecchia divisa del Genova, incontro un altro ciclista con la stessa divisa. Mi raggiunge, mi chiede chi sono, perché indosso quella maglietta e cosa faccio nella vita. Mi si presenta: si chiama Leone Testoni e in poco più di cinque minuti mi invita a partecipare, la domenica successiva, all’ultima prova del Campionato Sociale 2009-2010, gara in linea a Gaggiano.
Con gentilezza e cortesia ringrazio, saluto e me ne vado per la mia strada, ben sapendo che la domenica dopo non sarei mai stato al via di quella gara: ma tornando a casa continuavo a pensare alla proposta di Leone e all’inaspettato incontro con lui. Effettivamente nella vita mi piace andare in bicicletta e mi piacerebbe confrontarmi anche con altri ciclisti, ma non avevo mai pensato di iscrivermi ad una società ciclistica amatoriale: andava tutto ben oltre i miei progetti e piani per l’anno a venire.
Però il mio desiderio era chiaro, e in realtà era davvero quello che aspettavo…
Non sapevo bene cosa fare: ho chiesto consiglio al Piero Lorenzi, storico iscritto del Genova, nonché mio abituale compagno di uscite domenicali e amico, ma soprattutto indiscutibile e decisivo maestro.
La domenica dopo sono andato a Gaggiano. Ho partecipato alla gara da non iscritto. L’ho portata a termine (direi più che altro che me la sono cavata in qualche modo), senza avere assolutamente un allenamento adeguato.
Pensavo che tutto sarebbe finito lì: ma di fronte agli apprezzamenti ricevuti da alcuni (ricordo Giancarlo e il presidente subito dopo la gara) e soprattutto al mio grande desiderio di stare in bicicletta… mi sono ritrovato due settimane dopo a iscrivermi definitivamente allo Sport Club Genova 1913.
Ogni tanto ripenso a come sono approdato al Genova e mi sembra impossibile, tanto è stato fortuito, ma così prezioso, l’incontro con Leone!
Come ho detto all’inizio, devo ammettere che non sono certo molto presente e molto attivo in società: ho 22 anni e studio Matematica all’Università e questo mi occupa molto tempo e sono tante le volte che ho dovuto rinunciare all’allenamento per studiare. Nonostante ciò riesco comunque a trovare il tempo (spesso in ritagli di tempo improvvisati!) per mantenere un livello accettabile, ma a volte appena solo sufficiente, di allenamento per poter fare quello che ho fatto quest’anno.
Ricordo con grandissimo piacere innanzitutto le soddisfazioni, i bei risultati e l’esperienza accumulata nelle gare del campionato sociale: dalla crono a squadre, a quella individuale, fino alla gara in linea che ho provato a vincere (essendo disposto a perdere –come mi era stato suggerito la sera prima da un amico-) con un’azione solitaria agli ultimi 2 giri, che si è conclusa, per me, ai 200 metri dall’arrivo!
La Gran Fondo Charly Gaul a Trento, sui tornanti dell’eterno Monte Bondone, mi ha dato la possibilità di avere un dialogo ravvicinato con un ciclista dell’esperienza di Gilberto Simoni.
Per non parlare delle 2 gare UDACE che ho deciso personalmente e solitariamente di affrontare in primavera, tassello essenziale per quanto riguarda la mia esperienza di corse in bicicletta.
Tutto questo in meno di un anno, da quando ho iniziato a prendere sul serio questa mia inclinazione personale e passione per la bici, risvegliata dall’incontro con Leone sul naviglio, ed educata dall’esperienza acquisita e da compagni come il Piero: direi che le premesse per continuare a divertirmi, con la divisa del Genova, ci sono tutte … e spero che il mio deciso impegno a voler migliorare questi miei semplici risultati, dia i suoi frutti.
Commento a caldo dopo la partecipazione alla Randonnée delle Foglie Morte
Sono una appassionato di ciclismo che quest’anno per la prima volta si è iscritto ad una società ciclistica e più precisamente alla Sport Club Genova 1913.
Sul sito avevo visto che questa società partecipa a Cicloturistiche, Granfondo, Randonnée, e così ho iniziato a uscire con loro.
Un aspetto che mi piace quando partecipo a questi raduni o ad uscite di gruppo è il gran senso di solidarietà che ho notato sin da subito tra le persone che pedalano insieme. Si è disposti ad aiutarsi se ci si trova in difficoltà o a segnalare prontamente ostacoli lungo il percorso, e questo avviene specialmente con i compagni di squadra ma non solo. Non vi è una volontà di prevalere l’uno sull’altro ma ci si dà una mano per portare a termine l’obiettivo. La “Foglie Morte 2011” è stata per me la prima randonnée, ho fatto il percorso di 120km che sono riuscito a portare a termine seppur con grande fatica (forse per il poco allenamento nell’ultimo periodo) e posso prontamente ammettere che se non fossi stato aiutato da gruppo forse non ce l’avrei fatta.
Mi ha stupito la grande partecipazione di persone e soprattutto anche di persone non giovanissime che nonostante la giornata fredda (4°C al momento della partenza) ha avuto il coraggio di mettersi in sella e pedalare per 200/120km lungo il Parco del Ticino.
All’arrivo la soddisfazione è grande, tanto da non far pesare la fatica, e l’importante è avercela fatta, non tanto la posizione in arrivo. Penso sia questo senso di “avercela fatta” che ti dà la forza di ripeterti e aspettare la prossima occasione per raggiungere un altro “obiettivo” magari un po’ più impegnativo.
All'appuntamento delle 6.40 di domenica mattina, davanti alla sede del Genova, è ancora buio e Milano non sembra nemmeno tanto fredda. Però i 5 gradi che ritroviamo dopo un’ora a Samarate, ci lasciano intuire che non sarà una giornata tanto facile.
Sbrigate le operazioni di registrazione e firma, ci ritroviamo con il gruppo del Genova, 23 partenti per la nostra società. Notiamo subito di essere gli unici ad avere uno zaino in spalla, altro segnale inequivocabile della nostra fievole esperienza con le randonnèe.
Le barrette energetiche “stipate” nello zaino saranno comunque indispensabili durante la gara, i panini con la bresaola meno.
Già al primo chilometro compaiono i primi problemi: in coda al gruppo avviene un salto di catena, prontamente risolto, e un cambio che non vuole saperne di cambiare: non riusciamo a risolverlo al momento ma, per fortuna, più avanti il cambio riprenderà a funzionare regolarmente. In cinque ripartiamo a manetta (alla faccia della randonnèe tranquilla e regolare!) per recuperare la corposa testa del gruppo del Genova che non si era accorto di questi problemi.
Raggiunto il gruppo, i primi chilometri scorrono velocemente tra i boschi attorno a Malpensa; ormai siamo partiti lasciando alle nostre spalle tensioni e preoccupazioni. La temperatura cala ulteriormente quando scendiamo a costeggiare il canale ENEL dopo il primo controllo. E qui ritroviamo lo spirito del Genova; prima e unica foratura della giornata, ci fermiamo tutti e insieme ripartiamo dopo pochi minuti.
Superati Turbigo, Boffalora e Abbiategrasso giungiamo a Fallavecchia. Da qui in avanti ritroveremo per alcun tratti i luoghi di allenamento del sabato mattina tant’è che nei pressi di Bereguardo, dopo un tentativo di allungo, la testa del gruppo sbaglia strada, forse tentata a fermarsi al solito caffè; ma oggi siamo alla randonnèe e quindi lo spirito di gara ci impone di recuperare il tragitto e passare oltre.
Raggiungiamo così il Ponte Vecchio di Pavia (115 km) attraverso bellissime strade adagiate sull’argine del Ticino. L’andatura è regolare (32-33km/h) e ormai la temperatura è primaverile.
Al ritorno le cose cambiano. Tornano le nuvole e soprattutto si accumulano i chilometri. L’andatura rimane costante, alle rotonde i rilanci cominciano a farsi sentire. Fortunatamente al ristoro di Abbiategrasso(km156) un tè caldo ci rimette in sesto. Due minuti e di nuovo in sella, gli ultimi 50km come previsto sono duri ma non impossibili, le gambe tengono ancora mentre braccia e spalle sono messe a dura prova. I consigli di Pino e Giancarlo sull’alimentazione in questo ultimo frangente risultano essere decisivi. Giungiamo al traguardo alle 16.20 dopo 6 e 45min effettivi passati in bicicletta.
Siamo consci che senza la compattezza del Genova difficilmente saremmo giunti così bene ed in tempo al traguardo, per cui ci sentiamo di ringraziare di cuore tutti quelli che hanno pedalato con noi, che sono stati pazienti, che ci hanno tirato e tenuto nel gruppo anche nei momenti di difficoltà.
L’unico momento critico lo incontriamo durante il fissaggio delle biciclette al portabici, schiena e braccia non ne vogliono sapere di muoversi, ci ridiamo su e dopo alcuni instanti di riposo riusciamo finalmente a terminare l’operazione. La prima randonnèe si è conclusa con un vero successo!!
La testimonianza di un nuovo socio del Genova 1913
Cari amici, dopo quasi un anno di adesione al Genova mi piace tirare qualche somma...
Sono uno dei nuovi soci del 2011.
Perchè mi sono iscritto proprio al Genova?
Cercavo un gruppo nelle vicinanze di casa con cui poter condividere le gioie delle uscite domenicali, e che, soprattutto, non fosse formato dai soliti “manetta” forsennati.
Ho cercato in internet e ciò che mi è piaciuta maggiormente e colpito è stata la storia del “Genova 1913”. Un grande passato, denso di grandi personaggi: un biglietto da visita veramente lusinghiero. E poi i colori mi piacevano. Ho visto i programmi delle serate e mi sono ripromesso di parteciparvi per far crescere la mia cultura ciclistica.
E così ho incontrato la simpatia di Dante che mi ha accolto da subito come un amico. Ben presto ho cominciato a capire cosa significa essere un appassionato di ciclismo iscritto al Genova. Scambiare quattro chiacchere con Dante, un sabato mattina in officina, mi ha immediatamente fatto intuire l'atmosfera che avrei respirato entrando a far parte della società. Sono subito entrato in sintonia con l'ambiente.
Da allora ho potuto fare solo due uscite: la Gita Sociale in Franciacorta e la Randonnèe delle Foglie Morte.
Tutte le sensazioni che avevo percepito sono state ampiamente confermate.
Ho trovato quello di cui avevo bisogno. Un ambiente pulito e sereno, animato dalla voglia di condividere la grande passione per il ciclismo. Non la mera competizione e la voglia sempre di primeggiare, di farsi vedere, bensì l'intenzione di pedalare con gli altri, mettendo a disposizione la propria esperienza, e di crescere animati da una sana e spensierata amicizia.
Grazie Genova!!! E a presto.
In considerazione dei molti ciclisti amatori che spesso si uniscono a noi nelle uscite del weekend in bicicletta e di tutte quelle persone che hanno mostrato di apprezzare la nostra attività e la nostra tradizione, il comitato direttivo del Genova1913 ha deciso di aggiungere un nuovo tipo di affiliazione al club: i simpatizzanti.
I simpatizzanti possono aggregarsi alle nostre uscite e ad alcuni dei nostri eventi sociali (per es. le serate tecniche o le riunioni del giovedì sera), ma anche semplicemente accedere al sito e ricevere le newsletter del club (registrati alla Newsletter se non l'hai ancora fatto).
Non nascondiamo l'aspettativa che chi ci segue da tempo nelle nostre uscite entri appieno nella vita del club prendendo la tessera di socio, o chi ci manifesta simpatia e interesse possa diventare socio sostenitore, ma ciò non significa che la porta si chiuda a chi non dovesse farlo.
A tutti i simpatizzanti quindi: GRAZIE PER LA VOSTRA SIMPATIA E BENVENUTI AL GENOVA1913!
Amicizia, Spirito di Gruppo, Sano e "Divertito" Agonismo, Libertà di Azione, Discrezione (ovvero Nessun Obbligo o Costrizione), Orgoglio di Appartenenza, Legame ai colori Sociali, Coordinazione e Organizzazione “tedesca”, Competenze specifiche a vari livelli, Attività tutoriale (indoor e outdoor) ……
Ecco cosa, lusingandoci e incitandoci a migliorare ancora, emerge sui valori del Genova1913 da un confronto con chi ci conosce da poco.
Serata Tecnica: Parlano i nuovi soci
Giovedi 20 maggio 2010, presso la Sede Sociale, si è svolto il programmato incontro che aveva l'obiettivo di dare la parola ai nuovi Soci e di trarre dalla loro personale esperienza di nuovi entrati spunti e suggerimenti per promuovere sempre meglio l’immagine della nostra Società. Dopo una breve presentazione a cura di Giancarlo Scalmana, è stata data la parola all’amico e socio esordiente Filippo Mancini, che ha dato spunto con le sue riflessioni, alla serata dedicata al racconto delle esperienze vissute. Premetto che tre dei nuovi soci hanno predisposto delle note scritte disponibili nel sito della nostra Società, nella parte riservata ai Soci.
Filippo Mancini ha sintetizzato il contenuto della sua nota, rimarcando il perché ha scelto di iscriversi al ns. gruppo; in sostanza, quali sono gli elementi caratterizzanti del “Gruppo Dirigente”. In particolare, invitato a presenziare alle riunioni del giovedi sera dal mitico Leone, ha descritto le sensazioni positive, riscontrate già dal primo approccio avuto con Il Presidente ed altri Dirigenti; il modo di accogliere le persone nuove che si avvicinano al Genova 1913, la cordialità, affabilità, disponibilità, senza fare alcuna distinzione di classe sociale o livello culturale e senza esercitare pressione per sollecitarne l’iscrizione. Oltre all’accoglienza in sede, la riflessione è proseguita circa le uscite di gruppo in particolare del sabato, ed ancora una volta, la sensibilità dimostrata da alcuni soci, il pensiero va a Giancarlo, di far sentire a proprio agio anche chi, in quel momento non ha l’allenamento adeguato o in linea con il resto del Gruppo. Celestino Belvedere il “veterano” tra i nuovi soci, è invece arrivato al Genova da circa tre anni, dopo ricerche effettuate tramite Internet e un primo approccio avuto casualmente con ciclisti del Gruppo Giambellino lungo la ciclabile sul naviglio. Alla prima apparizione in Sede, è stato accolto come molti altri prima di lui e dopo, dal Presidente, con la sua naturale eleganza e disponibilità, il quale lo ha indirizzato e presentato a Giorgio Pinchetti quale referente per la parte amministrativa e Giancarlo Scalmana quale coordinatore organizzativo. Così come è capitato a Filippo ed altri amici, il battesimo del fuoco è stato il giro del sabato con meta Bereguardo. Alle prime uscite, riusciva a stare a ruota con qualche difficoltà fino a Rosate, quando il Gruppo aumentava sensibilmente il ritmo, con le “lacrime agli occhi” rientrava da solo e sconsolato a casa, cosa che adesso non succederebbe più vista la presenza del “tutor”. A parte le lacrime vere o presunte, si è da subito trovato a proprio agio e dopo un paio di settimane dal primo ingresso in società si è iscritto (da allora, quando vuole, ha imparato a far piangere gli altri….). Le riflessioni di Filippo espresse in modo chiaro ed esaustivo, condivise e condivisibili hanno dato lo spunto per portare in risalto alcuni dei valori del Genova quali: la libertà di fare, ovvero nessuno è obbligato a partecipare per forza alle iniziative promosse, salvo i momenti Istituzionali nei quali dovrebbe prevalere l’orgoglio di appartenere e quindi partecipare numerosi a: Cicloturistica organizzata dalla Società, Gita Sociale ed i momenti di aggregazione tra cui il pranzo di fine stagione e le serate gastronomiche nel corso dell’anno. Dare la massima visibilità ai colori sociali, indossando sempre nelle uscite di gruppo la divisa sociale. Ciò costituisce anche un obiettivo strategico in previsione del Centenario.
Stefano Peruch, uno dei tre autori precedentemente citati, uomo di sport sempre praticati a livelli molto elevati, dopo aver acquistato la bici da corsa nella primavera del 2009 ed aver effettuato alcune uscite in solitaria, ha avvertito la necessità di aggregarsi ad un gruppo al fine di migliorare le performance e partecipare a Gare (Gran Fondo). Essendo abile navigatore in quanto surfista (con vela compact), oltre che esperto di organizzazione ed informatica, navigando in acque apparentemente più tranquille (Internet) ha scoperto il Genova 1913 senza riuscire però a capire gli elementi distintivi del nostro gruppo; si è avvicinato probabilmente per comodità logistica. Dopo un periodo di fidanzamento durato qualche mese (uscite del sabato), ha deciso di iscriversi. Nel frattempo, pur essendo ancora un simpatizzante, ha collaborato da subito fattivamente per la realizzazione del nuovo sito www.Genova1913.it. La sua esperienza professionale è servita a dare forma ed organicità al progetto portato avanti dal Gruppo Dirigente, per rendere ancora più accattivante ed attraente la nostra Società.
Simone Porcelli, altro quasi nuovo socio, è in realtà al secondo anno di presenza. Non avendo esperienza di Società sportive, si è imbattuto nel Genova e nel sempre presente e disponibile Presidente (tra l’altro concittadino della madre), in quanto cercava un Gruppo che potesse in qualche modo essere di supporto e stimolo. L’obiettivo era la partecipazione a Granfondo, senza però avere l’assillo della presenza a tutti i costi. Dalle prime uscite di gruppo, ha individuato le persone che potevano rappresentare il collegamento ideale circa le proprie aspettative ed in particolare Luca Gennari. Anche se non partecipa assiduamente alla vita sociale, si sente parte integrante ed orgoglioso di appartenere alla famiglia del Genova 1913.
Paolo Aliata, terzo autore, ha scritto delle pagine molto belle, piene di ricordi, passioni, sentimento. Ha dato lettura all’esperienza vissuta con gli amici del Genova 1913, esaltando ancora una volta, la libertà di aderire o meno alle iniziative promosse dal Gruppo, ma allo stesso tempo, la discrezione dei Dirigenti o referenti nel non abbandonare chi non è presente anche solo inviando messaggi di posta elettronica o dispensando consigli e suggerimenti di varia natura quanto richiesti. In conclusione, gli aspetti comuni alle diverse esperienze vissute dai nuovi soci si può riassumere in:: Amicizia, Spirito di Gruppo, Sano Agonismo, Libertà di Azione, Discrezione ovvero Nessun Obbligo o Costrizione, Orgoglio di Appartenenza, Legame ai colori Sociali, Coordinazione e Organizzazione “tedesca”, Competenze specifiche a vari livelli, Attività tutoriale (indoor e outdoor)…
