Commento di 2 nuovi soci dopo la partecipazione alla Randonnèe delle Foglie Morte
Diciamolo subito, è stata la nostra prima randonnèe.
Sognata, desiderata e vissuta anche con qualche dubbio sulla nostra tenuta. Non avevamo mai affrontato distanze simili (202 Km) e nemmeno ci eravamo avvicinati; qualche volta era capitato di fare uscite in gruppo di 110, massimo 130 Km... Ma ormai la decisione era stata presa.
All'appuntamento delle 6.40 di domenica mattina, davanti alla sede del Genova, è ancora buio e Milano non sembra nemmeno tanto fredda. Però i 5 gradi che ritroviamo dopo un’ora a Samarate, ci lasciano intuire che non sarà una giornata tanto facile.
Sbrigate le operazioni di registrazione e firma, ci ritroviamo con il gruppo del Genova, 23 partenti per la nostra società. Notiamo subito di essere gli unici ad avere uno zaino in spalla, altro segnale inequivocabile della nostra fievole esperienza con le randonnèe.
Le barrette energetiche “stipate” nello zaino saranno comunque indispensabili durante la gara, i panini con la bresaola meno.
Già al primo chilometro compaiono i primi problemi: in coda al gruppo avviene un salto di catena, prontamente risolto, e un cambio che non vuole saperne di cambiare: non riusciamo a risolverlo al momento ma, per fortuna, più avanti il cambio riprenderà a funzionare regolarmente. In cinque ripartiamo a manetta (alla faccia della randonnèe tranquilla e regolare!) per recuperare la corposa testa del gruppo del Genova che non si era accorto di questi problemi.
Raggiunto il gruppo, i primi chilometri scorrono velocemente tra i boschi attorno a Malpensa; ormai siamo partiti lasciando alle nostre spalle tensioni e preoccupazioni. La temperatura cala ulteriormente quando scendiamo a costeggiare il canale ENEL dopo il primo controllo. E qui ritroviamo lo spirito del Genova; prima e unica foratura della giornata, ci fermiamo tutti e insieme ripartiamo dopo pochi minuti.
Superati Turbigo, Boffalora e Abbiategrasso giungiamo a Fallavecchia. Da qui in avanti ritroveremo per alcun tratti i luoghi di allenamento del sabato mattina tant’è che nei pressi di Bereguardo, dopo un tentativo di allungo, la testa del gruppo sbaglia strada, forse tentata a fermarsi al solito caffè; ma oggi siamo alla randonnèe e quindi lo spirito di gara ci impone di recuperare il tragitto e passare oltre.
Raggiungiamo così il Ponte Vecchio di Pavia (115 km) attraverso bellissime strade adagiate sull’argine del Ticino. L’andatura è regolare (32-33km/h) e ormai la temperatura è primaverile.
Al ritorno le cose cambiano. Tornano le nuvole e soprattutto si accumulano i chilometri. L’andatura rimane costante, alle rotonde i rilanci cominciano a farsi sentire. Fortunatamente al ristoro di Abbiategrasso(km156) un tè caldo ci rimette in sesto. Due minuti e di nuovo in sella, gli ultimi 50km come previsto sono duri ma non impossibili, le gambe tengono ancora mentre braccia e spalle sono messe a dura prova. I consigli di Pino e Giancarlo sull’alimentazione in questo ultimo frangente risultano essere decisivi. Giungiamo al traguardo alle 16.20 dopo 6 e 45min effettivi passati in bicicletta.
Siamo consci che senza la compattezza del Genova difficilmente saremmo giunti così bene ed in tempo al traguardo, per cui ci sentiamo di ringraziare di cuore tutti quelli che hanno pedalato con noi, che sono stati pazienti, che ci hanno tirato e tenuto nel gruppo anche nei momenti di difficoltà.
L’unico momento critico lo incontriamo durante il fissaggio delle biciclette al portabici, schiena e braccia non ne vogliono sapere di muoversi, ci ridiamo su e dopo alcuni instanti di riposo riusciamo finalmente a terminare l’operazione. La prima randonnèe si è conclusa con un vero successo!!
All'appuntamento delle 6.40 di domenica mattina, davanti alla sede del Genova, è ancora buio e Milano non sembra nemmeno tanto fredda. Però i 5 gradi che ritroviamo dopo un’ora a Samarate, ci lasciano intuire che non sarà una giornata tanto facile.
Sbrigate le operazioni di registrazione e firma, ci ritroviamo con il gruppo del Genova, 23 partenti per la nostra società. Notiamo subito di essere gli unici ad avere uno zaino in spalla, altro segnale inequivocabile della nostra fievole esperienza con le randonnèe.
Le barrette energetiche “stipate” nello zaino saranno comunque indispensabili durante la gara, i panini con la bresaola meno.
Già al primo chilometro compaiono i primi problemi: in coda al gruppo avviene un salto di catena, prontamente risolto, e un cambio che non vuole saperne di cambiare: non riusciamo a risolverlo al momento ma, per fortuna, più avanti il cambio riprenderà a funzionare regolarmente. In cinque ripartiamo a manetta (alla faccia della randonnèe tranquilla e regolare!) per recuperare la corposa testa del gruppo del Genova che non si era accorto di questi problemi.
Raggiunto il gruppo, i primi chilometri scorrono velocemente tra i boschi attorno a Malpensa; ormai siamo partiti lasciando alle nostre spalle tensioni e preoccupazioni. La temperatura cala ulteriormente quando scendiamo a costeggiare il canale ENEL dopo il primo controllo. E qui ritroviamo lo spirito del Genova; prima e unica foratura della giornata, ci fermiamo tutti e insieme ripartiamo dopo pochi minuti.
Superati Turbigo, Boffalora e Abbiategrasso giungiamo a Fallavecchia. Da qui in avanti ritroveremo per alcun tratti i luoghi di allenamento del sabato mattina tant’è che nei pressi di Bereguardo, dopo un tentativo di allungo, la testa del gruppo sbaglia strada, forse tentata a fermarsi al solito caffè; ma oggi siamo alla randonnèe e quindi lo spirito di gara ci impone di recuperare il tragitto e passare oltre.
Raggiungiamo così il Ponte Vecchio di Pavia (115 km) attraverso bellissime strade adagiate sull’argine del Ticino. L’andatura è regolare (32-33km/h) e ormai la temperatura è primaverile.
Al ritorno le cose cambiano. Tornano le nuvole e soprattutto si accumulano i chilometri. L’andatura rimane costante, alle rotonde i rilanci cominciano a farsi sentire. Fortunatamente al ristoro di Abbiategrasso(km156) un tè caldo ci rimette in sesto. Due minuti e di nuovo in sella, gli ultimi 50km come previsto sono duri ma non impossibili, le gambe tengono ancora mentre braccia e spalle sono messe a dura prova. I consigli di Pino e Giancarlo sull’alimentazione in questo ultimo frangente risultano essere decisivi. Giungiamo al traguardo alle 16.20 dopo 6 e 45min effettivi passati in bicicletta.
Siamo consci che senza la compattezza del Genova difficilmente saremmo giunti così bene ed in tempo al traguardo, per cui ci sentiamo di ringraziare di cuore tutti quelli che hanno pedalato con noi, che sono stati pazienti, che ci hanno tirato e tenuto nel gruppo anche nei momenti di difficoltà.
L’unico momento critico lo incontriamo durante il fissaggio delle biciclette al portabici, schiena e braccia non ne vogliono sapere di muoversi, ci ridiamo su e dopo alcuni instanti di riposo riusciamo finalmente a terminare l’operazione. La prima randonnèe si è conclusa con un vero successo!!
