Cronache di “maglia nera” - La Granfondo vista dal fondo
Voghera, 9 ora della partenza, il solito fiume di ciclisti in griglia, o sulla griglia si potrebbe dire, dato il primo caldo, ma già tanto caldo. Il Genova è schierato, i big sono davanti, io sono con Massimo, c'è anche Daniel ma lui è destinato a risalire la fiumana dopo lo start.
Start! Il fiume è in moto, è in piena, è subito gara dura, per me è subito dura, l'idea è di stare con Massimo ma tendo a staccarmi da lui, mentre come sempre sono superato da molti mentre cerco il "mio" gruppo. Trovo il mio gruppo al quale accompagnarmi e mi faccio portare, sul tratto in falsopiano tendente a salire, via via recuperiamo alcuni individui, alcuni gruppetti, in uno di questi ritrovo Massimo, bene, possiamo affrontare la prima salita. Prima salita, dura (per me), le pendenze massime indicate dai cartelli mi sembrano ottimistiche, sarò io che sono particolarmente schiappa oggi, siamo in cima, ci buttiamo giù, seconda salita (primo pezzo aspro, per me), rifornimento in cima. Fa molto caldo, il cibo non va giù, l'acqua nemmeno perché è calda ma bisogna bere, si beve. Giù ancora, cerco di fare bene la discesa, concentrato. In basso Massimo non è con me, attacco il lungo tratto a risalire verso la cima Coppi con molta calma, Massimo arrriverà mi dico, sarà qualche curva indietro, siamo solo ad un terzo della strada.Invece no. Mi aggrego ad alcuni gruppetti, si sale con calma nel caldo, arrivo al ristoro, prima borraccia svuotata in testa, seconda in gola, poi si fa scorta. Arriva la ragazza del Bruzzano col babbo, mi dicono che Massimo aveva forato su quella discesa, fortunatamente senza conseguenze. Mannaggia. Ecco perché non arrivava, e chissà quando arriverà. In compenso mi passano i primi del lungo, ed un cartello "50km all'arrivo" mi da' morale ... Comincio a scendere, alla prima occasione mi fermo sotto un albero, telefono a Massimo, nessuna risposta. Passa la ragazza del Bruzzano, il babbo è su un'ambulanza per crampi; c'è solo lei alle viste sul lungo stradone assolato, faccio il cavaliere e mi metto a tirare, arriviamo ai piedi della salita, 4km in tutto, mi stacca dopo uno salendo agile accanto ad un fusto in tenuta nera. Non la troverò ad aspettarmi in cima.Questa salita la soffro particolarmente, il cartello diceva 4% media, 6% massima: col cavolo! Devono aver misurato le pendenze col goniometro. In cima altro rifornimento, altre sane bevute, curiosamente pur avvertendo dolori a ginocchia spalle e soprassella non ho avvisaglie di crampi. Giù per la discesa tecnica, senza rischiare, in fondo trovo quelli del Jolly, quelli dalla divisa che si dice brutta ma a me piace. Mi piace anche che vadano in parata a velocità contenuta (oserei dire, troppo), mi metto in fondo e mi faccio portare sul falsopiano e poi sul piano, per la stradina tra i campi. In un villaggio un ragazzino dice "sono tutti azzurri, meno uno!". E' la maglia rosa, no? Sbuchiamo sullo stradone, ancora in parata verso l'arrivo. Arriva un gruppetto da dietro, "ciao Claudio!", c'è davanti Sergio che mena. E poi drittone, ultimo km, gonfiabili, arrivo, alcuni amici del Genova mi accolgono, chi ancora in divisa, chi già in borghese. La ragazza del Bruzzano mi chiede di Massimo (che arriva da lì a poco dichiarando ben due forature), mi ringrazia per la trenata, e se ne va. La Coppa Piemonte 2012 è finita, obbiettivi a breve un po' di stretching, cambiarmi gli abiti, una sciacquata, ancora bere e mangiare a qualcosa. A medio termine, si vedrà: magari il Tour?
