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Mi-To in fissa: eccoci!

PinoStefanoalla Mi ToSarà l’arrivo fra i nuovi soci di Pino, cicloamatore uso ad allenarsi anche con lo scatto-fisso, o la mia passione crescente per la semplicità dello scatto-fisso in città, ormai il mezzo che di gran lunga prediligo nei miei spostamenti cittadini. Sarà anche la sempre più vicina riapertura della "magica pista” del Vigorelli, ma quest’anno il Genova non poteva mancare alla tradizionale Milano-Torino in fissa, l’appuntamento annuale organizzato per i team fixed e per i molti giovani, privi di club e di tessera che in bici a scatto-fisso sanno danzare senza freni in mezzo ai mille pericoli della città.

Partecipanti circa 50, età media 25-35 anni. Partiamo tutti insieme, sfilando per la città a 20 kmh: amo le partenze dolci che ti permettono di scaldare i motori. Fra Cusago e Albairate siamo a 32-33 orari, ma il vento è a favore e la gamba è calda, mi stacco dal gruppo e mi metto a menare a 37-40 per il gusto di dire che ho fatto una fuga e per provare le prolunghe da crono senza paura di arrotarmi con qualcuno in gruppo.

A Vigevano sono a velocità di crociera e mentre penso che così potrei arrivare a Torino in circa 4 ore e mezza, il gruppo di testa mi prende e mi supera, mi inserisco, ma devo alzare la velocità a 40 all’ora. Andiamo avanti bene, ogni tanto qualcuno sgasa e vedo diverse volte i 47 orari, un po’ troppi col rapporto montato (50/16) che mi porta fino a quasi 120 pedalate al minuto. I miei compagni di strada sono tutti più giovani, c’è anche una ragazza, carina e ben fisicata. A un certo punto è il turno di Pino che va in fuga all’uscita da una salita, la velocità è già più alta del consentito (a me) e rinuncio volentieri ad andarlo a prendere, anche perchè il gruppo si sta “riposando" e mangia e lo tiene d’occhio.

Dopo un po’ si riparte con una serie di allunghi violenti, riprendiamo Pino, ma comincio a sentire l’effetto sulle gambe e all’ennesimo rilancio, decido di staccarmi e di farla al mio passo, che ahimè, come c'era da aspettarsi si rivela ben più lento rispetto a quello da crociera che mi illudevo di poter tenere fino a Torino. Poco prima di Chivasso mi fermo a un bar a bere e mangiare, sosta obbligata per un inizio di crampo che col rapporto fisso scopro essere più difficile da gestire.
Morale arrivo in 4h e 50’, Pino, riesce a resistere ai “giovanotti” di testa fino a oltre Chivasso, ma deve rallentare per crampi e arriverà in 4h e 15’, 6-7 minuti dopo i primi.
rientro da Mi ToRecuperiamo la borsa con il ricambio, caricata sul furgone dell’organizzazione, ci cambiamo, aspettiamo che arrivino tutti e poi ci trasferiamo per una bella birra e cibo in un bar “ciclistico” a pochi passi dalla stazione.
A tavola e poi in treno chiacchiero e conosco un po’ di gente in particolare la ragazza carina e il suo fidanzato (Enrico), venuti da Trieste apposta per fare la Mi-To: due persone incredibili, amanti della fissa, in grado di fare lunghi viaggi estivi (Albania, Serbia, Creta, Sicilia, Costa Azzurra) con partenza da Trieste, ma capaci anche di fare il Monte Grappa con il 48/17!
Una bella giornata e un bell’allenamento in vista dei prossimi impegnativi appuntamenti (Alpi Biellesi e 3 Epic), non posso che ringraziare la bici che tutto ciò sa permettere e il bravo Marcello Scarpa (fondatore e presidente di Ciclistica) che da anni organizza questo appuntamento che consiglio veramente a tutti.