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03.07.2016 - Gran Fondo delle Alpi Biellesi

La storia del ciclismo è fatta di grandi imprese atletiche ed anche di rocambolesche avventure, colpi di scena o vere e proprie beffe.
Ecco, questo è stata la Gran Fondo Alpi Biellesi 2016: la corsa delle beffe. Per il Genova cinque i protagonisti di questa recita ciclistica: il Capitano, il Leader, l’Antagonista, l’Outsider ed il Gregario.
Al ritrovo della partenza in piazza una favolosa atmosfera da rando a misura d’uomo: ciclisti rilassati, colazione offerta dall’organizzazione, nessuna pressione sulle griglie e, all’orario prefissato.......partenza beffardamente a stecca. Quella c’è sempre.
Favorito dallo stradone in leggera discesa il gruppone mena forte, nonostante i molti semafori, tutti rigorosamente rossi ed altrettanto rigorosamente ignorati.
I cinque si frazionano sui mangia e bevi, alcuni tengono il gruppo, altri si staccano “per scelta”, ma tutti si ricompattano prima della divisione dei percorsi; qui il Capitano sorprende tutti e partendo da dietro fa il vuoto scattando con decisione in direzione Coggiola/Bielmonte. Gli altri, come si suol, dire, lo rivedranno solo all’arrivo.

Gli altri, appunto, da Crevacuore (un nome premonitore?) attaccano le rampe del Noveis, 9Km al 9% medio. Qui la prima beffa: l’Outsider, che sul mangia e bevi si era staccato tanto da far temere problemi meccanici o fisici (oppure fu pretattica?), sfodera un ritmo inaspettato e salendo spesso en danseuse sui pedali regge il passo del Leader e dell’Antagonista, mentre il Gregario, ormai senza Capitano, sale convivendo con le sofferenze provocate dalle ispide rampe a doppia cifra. “Ho fatto il Cornizzolo, credevo di essere pronto....”.
Dopo il compattamento in cima con ristoro d’ordinanza, picchiata verso valle e da lì ascesa verso Trivero, 5Km sotto il sole bello quanto impietoso, poi l’attacco del Bielmonte: 13,4 Km che cominciano con l’impegnativa Panoramica Zegna che sgrana nuovamente il manipolo; il Gregario sente la fatica ed il caldo, poi al quinto Km l’addolcirsi delle pendenze, l’aria più fresca ed un gel gli consentono di recuperare sull’Outsider, così i due possono ricongiungersi al Leader ed insieme presentarsi al ristoro in cima: lì aggredire crostatine e banane non è reato.

Da Bielmonte i tre (l’Antagonista intanto è risalito sull’ammiraglia per sopraggiunte necessità di scuderia) volano verso Biella e qui il colpo di genio che fa del Leader un Leader (ed una beffa per tutti gli altri concorrenti): evitare il percorso ufficiale e salire ad Oropa dalla Rosazza. Si rivelerà la mossa vincente, essendo la Rosazza salita più bella, più fresca, assolutamente priva di traffico e, secondo il Leader, “tutta al 6%”. Qui il Leader ed il Gregario prendono vantaggio, ma l’Outsider rinviene potentemente e beffa il Gregario sulle ultime rampe a doppia cifra (ma il 6%???). A spiegazione dell’impresa l’Outsider ha dichiarato di essere andato sì in crisi, ma di aver poi “sentito il formaggio”.
In attesa di verificare se la toma biellese sia sulla lista UCI/WADA dei prodotti dopanti, i tre scollinano affrontando la galleria di Rosazza, 400m scavati nella pietra a fine ‘800, un cunicolo lungo e grondante acqua, lastricato di pietre fradicie e completamente buio ma dritto, per cui se ne vede l’uscita, poi giù verso Oropa! Qui tra folle di pellegrini e campeggiatori l’ultimo ristoro, poi planare verso Biella è dolce, ed i volti stremati di quelli ancora in ascesa lungo l’assolato e trafficato percorso ufficiale rendono pieno merito alla scelta alternativa del Leader. In città il ricongiungimento con il Capitano, il pasta+carne+formaggio+frutta+crostata+birra party, saluti e baci.
In archivio una Gran Fondo dai percorsi pregevoli ed impegnativi, ben preparata, staff molto disponibile, cibo in quantità, pacco gara, nessun tempo di attesa, ma purtroppo (o per fortuna?) poco partecipata (188); il che per gli organizzatori, dimostratisi validi e meritevoli, ha il sapore di una beffa. Per noi del Genova, una gran bella giornata.