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15.05.2016 - Gita sociale

La gita del Genova è sempre una cosa speciale e quella a Orsara Bormida conferma la regola: a cominciare dal meteo. Abbiamo sfiorato lo spostamento di data per il maltempo che a inizio settimana veniva previsto fino a questa domenica ma, come coloro che hanno partecipato potranno confermare, ci è stata concessa una giornata perfetta per una gita in bici con escursione turistica nel pomeriggio.
Ore 6:00, orario del ritrovo, siamo in 4 davanti alla sede. Alla spicciolata, con qualche minuto di ritardo però arrivano quasi tutti. Si quasi, perché dei 26 ciclisti previsti manca lo stakanovista Kristian che decide di curarsi da una bella influenza che lo flagella da qualche giorno. C’è il Presidente, c’è Dante, c’è Stefano (Peruch) con la scatto fisso, ci sono Anna e Giovannone con le maglie vintage per non passare inosservati e una nutrita schiera di soci pronti a divertirsi insieme. Foto di rito e via in direzione Gaggiano e Bereguardo.


I primi 35 km li conosciamo sin troppo bene, il giro di Bereguardo è uno dei classici del sabato, ed infatti passano veloci ad andatura turistica e tra i racconti di quelli che erano presenti il giorno prima alla “fuga” dai Carabinieri lungo le ciclabili delle risaie prima di Fallavecchia. Ai militari la prossima mossa. A Bereguardo attraversiamo il Ticino sul ponte di barche accompagnati dal disappunto di “brontolo” in netto disaccordo con questa scelta.
Da qui ci aspettano 40 km di noiose provinciali prima di arrivare al ristoro organizzato a Pieve del Cairo. A movimentare gli ultimi 10 ci pensano in quattro che vanno in “fuga” prendendo tutti in contropiede, ancora in estasi dopo una sosta liquida. Li ritroviamo poco dopo nella piazza davanti al bar e, udite udite, aperto per l’occasione solo per noi! Possiamo rifiutare l’ospitalità organizzata da Ciccio? Provate ad indovinare.
Altra foto di gruppo e di nuovo in movimento. Anche Ciccio scarica dal furgone la bici e si unisce al gruppo. Non passano che una decina di km che il presidente inizia a lamentarsi che andiamo troppo forte (e non ha mica tutti i torti), le forature prima di Marco Villa, cugino di Giovanni e poi quella di Storino, particolarmente perseguitato nelle sue ultime uscite, permettono di rifiatare. Nulla può però negli ultimi 15 km in cui la strada si snoda su e giù per le dolci colline e un gruppetto di una dozzina si punzecchiano per vedere chi perde la ruota. Ormai il campo sportivo di Rivalta Bormida, nostro obiettivo ciclistico, lo sentiamo vicino ed infatti con l’occhio allenato in anni di supporto ai figli calciatori scorgo i pali dell’impianto di illuminazione del campo ad indicarne la posizione.
Non ci crederete ma la corsa non è finita. Non facciamo in tempo a scendere dalla bici che Patrizia, generale integerrimo ed inflessibile completamente votata alla missione affidatale, ci intima di lasciare le bici nell’erba e fiondarci nelle docce per non farci anticipare dalle squadre, e sono 4 su due campi, che presto finiranno le rispettive partite. Missione compiuta! Possiamo salire sul pulman per andare al ristorante La Lodrona per il pranzo che si rivelerà di ottima qualità (chiedere ad Alessio i dettagli in quanto ha avuto modo, non ritenendo di essere convinto alla prima portata, di usufruire del bis e anche del tris praticamente di tutto).
La successiva visita al castello di Morsasco ha consentito anche alle accompagnatrici, mogli o fidanzate, di dare uno scopo alla splendida giornata. Tutti molto interessati non solo dalle vicissitudini storiche dei proprietari che si sono succeduti al castello ma anche dalla collezione, di lumi a petrolio, macinacaffe’ e macchine di invenzione americana di inizio ‘900 per sbucciare le mele e snocciolare le ciliege, dell’attuale proprietario che ha provveduto di persona alle spiegazioni tecniche.

Qui trovate le FOTO DELLA GITA.